Racconti

Lungo il corso

Le vie intorno all’ospedale sono piste da ballo per i tossici. Muti e spietati, scivolano sull’asfalto con una grazia storpia che s’intona alle radici poderose degli alberi che squassano i marciapiedi. Il ceruleo innaturale del viso è un antico stratagemma mimetico: quelli s’affilano lungo i muri in cemento armato, i cancelli arrugginiti, e tu quasi… Continua a leggere

La fede

La fede è un uomo anziano che cammina leggermente ricurvo in avanti, le braccia dietro la schiena. Indossa pantaloni di velluto marrone, scarpe di pelle nera lise e incrostate di fango, una giacca a quadretti che vira al sabbia. La fronte è spaziosa, il cranio rasato cortissimo, gli occhi azzurri, i movimenti nodosi come un… Continua a leggere

Passeremo anche noi

Il momento in cui gennaio vibra dell’impazienza della primavera è una saetta di luce. Rapida come il treno su cui viaggio, diretto verso casa, mi colpisce in fronte, mi costringe a staccare gli occhi dal libro, a rivolgerli al paesaggio che sfuma nel verde e nel giallo della campagna. Sento un’energia nuova farsi strada, un… Continua a leggere

Praga, 2 novembre 1975

Praga: mi è piaciuta? Posta in questi termini, la questione è, temo, fuorviante. Di un viaggio non si giudica il valore estetico dell’esperienza quanto piuttosto la sua verità. Non si tratta, insomma, di indagare se l’imponenza del gotico s’incastri bene con lo slancio fatuo del liberty, e se questa combinazione, che apparecchia con ricchezza di… Continua a leggere

Sincronia

Il rito del mezzogiorno, nell’ufficio da cui, asserragliato, osservavo il mondo come il proverbiale giapponese in trincea la sua guerra inesistente, era uno sbuffo dolciastro che si faceva largo, lentamente, dalla finestra spalancata sulla strada e, subdolo, solleticava la calura pungente del luglio feroce, tutta condensata nel rosso opaco della carta da parati. Ogni volta… Continua a leggere